-          vittorio baccelli – i racconti – terzo sigillo –

 

 

 

 

A.A.A. ESPERTA MASSAGGIATRICE

 

-         Ciao editore, eccomi a rapporto, sono il tuo autore preferito.

-         Chi si risente! Finalmente ti fai vivo, ma sei in ritardo, come al solito di una quindicina di giorni sulla consegna.

-         Ho tutto pronto, stai tranquillo.

-         Io sto sempre tranquillo, lo sai. Che schifezza m’hai preparato stavolta? Scommetto che l’hai scovata nella stampa del ventesimo secolo?

-         Ci sei andato vicino, è una storia apparsa sulle cronache dei quotidiani del ventunesimo secolo.

-         E come al solito l’hai trovata tra birre, neococa e baldracche.

-         Le mie donne sono sempre meno baldracche del tue attricette pornostar del sistim.

-         Oh, oh, un attimo che preparo per la registrazione.

-         Prepari tu? E quando mai? E’ il tuo schiavo di un computer sòtutto che lavora per te. Il giorno che gli si fonderanno i circuiti, allora sì che sarai col culo per terra.

-         A proposito, sòtutto ti saluta e dice di chiederti se t’è piaciuta la droide esperta in cunnilingui che ti ha mandato, a proposito, che cazzo di storia è questa?

-         Ringrazialo e digli che un giorno di questi m’interfaccio con lui, ho bisogno di un pucher particolare per una ricerca letteraria.

-         Mi sembri, ricerca letteraria. Guarda come mi ritrovo. Ho un computer spacciatore e magnaccia! E’ tutta opera tua, sei riuscito a traviare anche una macchina.

-         Finché travio gli utenti, quello ti va bene, perché arrivano palanche a fiumi. Cambiamo discorso, Editore, sei pronto? Io ha già la piastra neurale in funzione.

-         Si, anche il gruppo d’ascolto è attivato.

-         Sono i soliti vecchietti maniaci con un piede nella fossa della casa di riposo?

-         Ovviamente. GO!

 

< INIZIO REGISTRAZIONE >

Costantino aveva da qualche giorno iniziato a chattare con Colette, una massaggiatrice che garantiva esperienze erotiche e conturbanti. Aveva trovato l’indirizzo su un settimanale locale d’annunci ed era rimasto colpito dai massaggi integrali, connettivi e soddisfacenti che sponsorizzava. Col PC in rete aveva anche ricevuto immagini con dettagli erotici fortemente accattivanti. Di modo che alla curiosità iniziale si era sostituito un arrapamento incontrollabile.

Lo studio della massaggiatrice, che si chiamava Colette, era a Montecatini, in pieno centro, cioè solo ad una quarantina di chilometro da dove abitava. Così una sera, con in tasca l’indirizzo esatto, dopo essersi per bene sbarbato, fatta una doccia, profumato un po’ troppo, abbigliato elegantemente, salì in macchina destinazione Montecatini.

Aveva chattato l’ora dell’arrivo ed a un bancomat prelevato due centoni, il prezzo pattuito per un’ora d’amore e di massaggi.

A Colette, Costantino aveva detto di chiamarsi Costanzo ed a questo nome aveva prenotato l’appuntamento. Parcheggiò l’auto in periferia e fischiettando s’avviò all’indirizzo. Lo trovò subito e suonò il campanello del palazzo, quello sulla cui targhetta c’era scritta: ”Studio Zeta”.

Una voce sensuale chiese al citofono “Sii?” e lui pronto “Costanzo sono, ho appuntamento”.

“Ti stavo aspettando, prendi l’ascensore e sali al terzo piano, io ti attendo sul pianerottolo” disse la voce femminile, melodiosa ed accattivante.

Costantino nella sua mente accoppiò la voce ai messaggi erotici che si erano scambiati ed alle immagini erotiche che lei gli aveva inviato: i seni, la sua cosina, il culetto, la lingua e mentre l’ascensore troppo lentamente saliva, l’eccitazione aumentava sempre più e la fantasia galoppava sfrenata.

L’ascensore si fermò con un leggero contraccolpo, la porta si spostò di lato, e lui uscì sfoderando un sorriso smagliante.

Aveva fatto un sol passo sul pianerottolo, la porta dell’ascensore si era silenziosamente richiusa alle sue spalle, ed ecco, lentamente aprirsi il portone davanti a lui.

Sull’ingresso una bellissima bionda con indosso solo un baby doll trasparente ed i dettagli nella mente di Costantino, in un attimo si ricomposero in quell’unica mirabile apparizione erotica piena di promesse ben evidenziate.

Il sorriso di Costantino si stampò sul suo volto, l’insieme era ancor più accattivante dei singoli particolari ed onestamente di quanto aveva sperato.

Ma la sua immensa gioia durò solo pochi attimi, il volto gli ricordava qualcosa di familiare, qualcuno: SARA! Sua sorella!

E mentre il sorriso si trasformava in un ghigno e l’arrapamento svaniva all’istante, disse “Ma tu sei Sara!” ed un dolore al petto lo colse di sorpresa, mentre i suoi sensi l’abbandonarono.

Si risvegliò alcune ore dopo in una camera d’ospedale. Confuso si guardò attorno, poi scorse un’infermiera ferma sulla porta e con un filo di voce la chiamò.

-         Ma cosa mi è successo?

-         Un leggero malore, niente di grave, tra un’ora passerà il medico. Vedrà che domattina lo dimetteranno.

E così fu, nella tarda mattinata del giorno successivo, poté recarsi a riprendere l’auto nel parcheggio ove l’aveva lasciata.

Era molto angosciato per quanto era successo e quando rientrò a casa sua si era organizzato per raccontare una balla credibile a sua moglie, per giustificare l’improvvisa assenza della notte. Ma la casa era vuota, sua moglie non c’era, e non c’erano più neppure le sue cose.

Sul letto un foglio di carta con su scritto – Sono tornata da mia madre, non cercarmi. Non voglio un marito puttaniere ed una cognata puttana. Per il divorzio ho incaricato il mio avvocato, mettiti in contato con lui. ADDIO –

Seguivano poi il nome, l’indirizzo ed i numeri telefonici dell’avvocato.

< FINE REGISTRAZIONE >

 

-         Un momento che il computer ed il gruppo d’ascolto stanno elaborando la storia.

-         Intanto che ponzano mi scolo una birra.

-         Ecco il responso. La storia è un po’ misera, ma va bene per la registrazione sistim. Consigliano però d’aggiungere un finale diverso.

-         Sono tutto orecchi, sentiamo il finale.

-         Costantino si libera dalla costernazione ed il giorno dopo torna a Montecatini nello studio della sorella e prova tutto ciò che lei aveva reclamizzato. Così il fruitore assorbe tutte quelle sensazioni di appagamento, di rabbia e d’incesto. Soffre e gode.

-         Ti pareva! Meno male che il maniaco, a detta dei critici, dovrei essere io.

-         Se a te sta bene, con un finale così, la sorella la faccio fare ad una nuova pornostar del sistim che ho ingaggiato di recente, è bella e giovanissima.

-         Che sto scopando di recente, è questo che volevi dire?

-         Ovviamente, e se vuoi te la presto per qualche giorno, così controlli che vada bene.

-         Doppio OK, sia per l’attricetta che per il finale.

-         Arrisentirci artista, è un piacere far affari con te

-         Fan’culo…

< APPROVATO >